Pollo, fichi e l’autunno in tavola.

..e la prima ricetta creata appositamente per un contest.

Nonostante il caldo asfissiante che continua imperterrito, questa pioggia (e i capelli che mi fanno sembrare una strega impazzita) ce lo ricorda: l’autunno è arrivato! E oltre a portare una totale incapacità di scegliere cosa mettersi per uscire di casa, porta un ingrediente che amo alla follia: i fichi! Sempre forniti dal nonno, eccetera eccetera eccetera…e soprattutto, i fichi erano uno degli ingredienti che di questo fantastico contest che ho trovato curiosando qui e là. 

Dieci ingredienti disponibili, l’importante era che ne comparisse qualcuno…perciò, la mia scelta è caduta sugli adorati fichi, insieme a pollo, pecorino e mandorle. Et voilà! Lui, il mio Lui, lo sperimentatore degli azzardi culinari della sottoscritta, si è detto soddisfatto. Spero lo siate anche voi (e che sia quanto richiesto dal contest, visto che tutto è nato da li!)…enjoy!

PETTO DI POLLO FARCITO CON FICHI, PECORINO E MANDORLE

INGREDIENTI (per 2 persone):

  • un petto di pollo 
  • 4 fichi belli sodi (io ne ho usati 2 verdi e 2 neri)
  • qualche fettina di pecorino (ho usato il Bregante)
  • una decina di mandorle
  • rosmarino
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • una noce di burro
  • uno scalogno
  • sale e pepe
Tagliare il petto a metà per ottenere due pezzi; aprire entrambi lateralmente in modo da creare una tasca. Riempire ciascun pezzo con un fico tagliato a fettine, metà del pecorino e 3-4 mandorle frantumate. Chiudere la tasca con dello spago da cucina (io in assenza di quello ho fatto una “cucitura” di stuzzicadenti, della serie: cucina per studenti…) e fissare con uno stecchino o con lo spago un bel rametto di rosmarino su ciascuno dei pezzi.
In una padella, scaldare il burro fino a fonderlo, quindi farvi appassire lo scalogno per qualche istante. Mettere in padella il pollo e lasciarlo rosolare qualche minuto, finché non perderà tutto il rosa almeno esternamente. A questo punto sfumare con il vino bianco; quando sarà evaporato, unire i due fichi restanti tagliati a spicchi, se necessario aggiungere un po’ di acqua calda per non farlo asciugare troppo, quindi abbassare il fuoco, aggiustare di sale e coprire. Cuocere coperto finché la carne non risulterà tenera e i fichi non formeranno una sorta di composta con lo scalogno, il vino e l’eventuale acqua.
Una volta pronto, servirlo dopo aver tolto gli stecchini (sembra una stupidaggine, ma io devo ricordarmi anche questo, stordita come sono) e cosparso di mandorle tritate o con qualche fico fresco.

Ps: come sempre chiedo scusa per la pessima foto..ma di sera, in cucina, senza possibilità di cambiare “set” o illuminazione..purtroppo è venuta così 😦 ma provvederò a rifarlo e a fotografarlo meglio!;)

Da Vernazza con furore, ovvero tradizioni di famiglia.

Come da tradizione, ad Agosto si parte per il mare. Ogni anno, sempre meno giorni, ma tra Lui che abita da tutt’altra parte, le vacanze e tutto quanto…i giorni di stop vero e proprio sono pochissimi! E mare significa, in gran parte, nonna, con annessi vizi, soprattutto in ambito culinario…per questo oggi voglio rendere merito a lei e alle origini della parte “materna” della mia famiglia. I miei nonni sono due purissimi Cinqueterrini, se mi passate il termine, quindi la tradizione culinaria si basa su pesce…pesce…pesce! E come dispiacersene…! Oggi posto una ricetta della nonna, proprio di casa sua, Vernazza, la “terra” a cui da sempre sono più affezionata. Che dire…è una chicca, semplice da realizzare (pur di trovare una buona materia prima!) e davvero speciale. Provare per credere!

TEGAME DI ACCIUGHE ALLA VERNAZZANA

INGREDIENTI (per 6 persone)

  • 7 etti acciughe
  • 4 patate medie
  • 1/2 cipolla (o 1 piccola)
  • 1 scatola pomodori a pezzettoni
  • pomodorini freschi
  • aglio, prezzemolo e rosmarino
  • 1 bicchiere vino bianco
  • sale, olio
Tagliare 3 delle 4 patate a fette spesse circa 1/2 centimetro, quindi ungere la teglia e disporre le patate sul fondo. Tagliare l’ultima patata a fette più sottili e disporre le fette sui lati della teglia, in modo che arrostiscano bene. Salare e ricoprire lo strato di patate con la cipolla tagliata a fettine sottili, quindi infornare il tutto a 180°-200° per 5-10 minuti, per ammorbidire leggermente le patate. 
Nel frattempo, pulire le acciughe privandole della testa e delle interiora, lasciando la lisca e la coda. Una volta sfornate le patate, ricoprirle con le acciughe pulite, disponendole in modo ordinato su tutta la superficie (se sono troppe, si possono “stringere” senza problemi, oppure si possono sovrapporre). Salare e per il terzo strato mescolare la polpa a pezzettoni con i pomodorini tagliati a metà oppure lasciati interi, secondo i propri gusti, e aggiungere sale, olio e origano. Cospargere le acciughe con il composto di pomodoro, quindi aggiungere un trito di aglio, prezzemolo e rosmarino (ribadito dalla nonna: “Mi raccomando il rosmarino!”) schiacciandolo con le mani sulla superficie delle acciughe. Irrorare con il bicchiere di vino bianco e infornare alla stessa temperatura, fino a quando le patate diventeranno morbide.
Appunto della nonna: Non deve asciugarsi troppo, quindi se mentre cuoce provate a “scuotere” la teglia, le acciughe devono muoversi all’interno. Se questo non succede significa che è troppo asciutto, quindi aggiungete un po’ d’acqua.
Buon Appetito!
Con questa ricetta partecipo a