#forzaGenova

Premessa: l’ing. si è trasferita nuovamente in terra anglosassone. E con il trasferimento, anche la decisione di riprendere in mano il blog (visto che causa troppi esami da dare e troppa tesi da preparare tutto non si poteva fare), che le giornate piovigginose di Londra aiutano l’ispirazione a scrivere. 
Quindi, stay tuned
Ma proprio in questi giorni, quando già avevo scritto il mio nuovo primo post, e quando iniziavo ad ambientarmi alla grande città, la “mia” piccola città, la città che mi ha accolta per gli ultimi cinque anni, che mi ha dato gli amici e il compagno che ho ora, la “mia” Genova, è stata coperta ancora dal fango. 
Questa volta sono lontana, non come tre anni fa, e lo vedo solo su internet, vedo i miei coetanei che spalano fango, vedo il disastro che c’è stato (di nuovo), faccio la spettatrice e l’unica cosa per cui mi pare giusto usare questo mio “primo” post è dire ancora una volta 
forza Genova,
 perché i genovesi “nü ghe mollan”, non mollano, e si rialzeranno ancora una volta.

Di ritorni e cambiamenti.

Eviterò di soffermarmi sui dettagli del perché mi sia trovata a valutare di abbandonare definitivamente il blog, le crisi sentimentali dell’ingegnere non devono essere il punto del blog direi.

Diciamo che dopo svariati mesi di “facciate” prese più o meno violentemente, la tentazione è stata forte. 
Ora però che la calma è tornata, ragionarci su mi ha spinta non ad abbandonare ma più semplicemente a evitare che altri fattori (cose e soprattutto persone) influiscano sul mio blog, quindi ho deciso di cambiare stile e di limitarmi a fare quello che mi riesce meglio, ovvero cucinare, e scrivere le ricette. Facile facile, tanto da non dover bloccare di nuovo la scrittura per crisi amorose o altro,  e anche sufficientemente veloce da non farmi influenzare da impegni e mancanza di tempo. 
Perciò, anche se l’ingegnere sarà un po’ meno chiacchierona, la sostanza non cambia.
Buona cucina! 
M.

A new beginning!

83 giorni dopo, quando ormai tutte le speranze sembravano perse, rieccola.
Motivi della sparizione? Vari, direi. 
Se parliamo di quelli negativi possiamo metterci un esame che ha impiegato più del previsto ad andare come doveva, le difficoltà a tornare alla vita italiana, le mille burocrazie post-ritorno e lo studio da esame di settembre, che proprio non si riesce a digerire. 
Dal lato positivo bè, forse ancora di più: io, Lui e una splendida vacanza, ma anche Jovanotti visto in primissima fila, la decisione importante (finally!) di una nuova casa con nuove coinquiline…insomma, un sacco di cose. E per evitare di pubblicare uno o due post tanto per fare, di fretta tra un esame e l’altro e senza nessuna novità culinaria…bè, ho pensato fosse meglio mettere il blog in stand-by. Così, ho avuto il mio tempo per spadellare un po’, per traslocare, per calmare il Lui laureando, per prepararmi a questo ultimo anno da studentessa…tante di quelle cose che fanno quasi paura insomma. 
Ma sono tornata adesso, con un bel po’ di assi, pardon ricette, nella manica, e di nuovo la voglia di condividerle.
Con qualche novità: nuovo aspetto del blog, la scoperta di Instagram e..udite udite! La english version delle ricette. Ebbene sì, l’esperienza internazionale è servita pure a questo. Perciò, settembre 2013, primo mese di novità un po’ dappertutto, e anche nel blog. Il primo post è già pronto…da domani, SI PARTE! 
Stay tuned 😉
M.

Ingegneri sull’orlo di una crisi di nervi.

No, non sono scomparsa.
Semplicemente gli esami si stanno avvicinando troppo velocemente e il mio cervello deve cercare di ricordare troppe informazioni, e purtroppo la cucina in queste settimane e’ solo un ricordo lontano (siano lodate le insalate, sarei morta di fame altrimenti).

Mi rimane ancora da comprendere del tutto la tecnica inglese per farti sostenere gli esami: quattro esami, COMPLETAMENTE DIVERSI, in poco piu’ di una settimana. Alla faccia di quelli che vanno in Erasmus per passare “facile” gli esami, nemmeno nei periodi piu’ bui studiavo cosi’ tanto. E di solito studio TANTO.

Comunque, non sia mai che per il compleanno dell’ennesimo compagno di Erasmus faccia mancare la torta. E visto che la ricetta della suddetta torta non e’ altro che una riedizione della cheesecake cocco-cioccolato (ma senza cocco e con il Toblerone fuso al posto del cioccolato…si’, chiamiamola schifezza inglese, ma il festeggiato pare abbia una passione maniacale per la suddetta barretta) che ha esaltato tutte le amiche internazionali, rimando alla ricetta gia’ postata per la versione italiana, mentre oggi mi lancio sulla prima english version di questa ricetta ormai ampiamente collaudata. Concedetemelo, sono gli ultimi sprazzi di english life 😉

TOBLERONE CHEESECAKE
INGREDIENTS (for a 23 cm diameter round tray)
  • 500-600 g (two packs) of Philadelphia
  • 1/2 pack Digestive biscuits
  • 2 eggs
  • 70 g melted butter
  • 2 tablespoons brown sugar
  • 3/4 cup sugar
  • 6 pieces of a big Toblerone
  • 5 pieces of a big Toblerone
Preheat the oven to 190C.
Prepare the crust by crushing the biscuits in fine crumbs, then add the brown sugar and the melted butter. Stir to obtain the consistence of wet sand. Put it in the tray and press evenly.
For the cream, soften the Philadelphia, then add sugar and stir well to make it fluffy. Add the eggs (one at a time!) and stir until completely incorporated. Crush 6 pieces of Toblerone and add them to the cream.
Pour the cream into the crust and put in the oven (medium height) for around 40 mins (check the consistence: it’s ready if, when shaking the tray, edges are set but the centre jiggles a bit).

When the cheesecake is cold, melt in the microwave the remaining 5 pieces of Toblerone, then spread it on the cheesecake and put it in the fridge for at least two hours.

Enjoy! 😉

English life – prima puntata

E finalmente, dopo mille peripezie, mille moduli e complesse conversazioni in un inglese più o meno maccheronico, l’ingegnere è riuscita a ottenere la connessione in camera! Gioia e tripudio, ormai non ci speravo più. 
No, niente ricetta oggi, la condivisione della cucina (con un inglese, un egiziano, e altre due ragazze e un ragazzo di nazionalità non pervenute) e la totale assenza (per ora) di coltelli/teglie/mixer/qualunque altra cosa diversa da piatti e posate che vi possa venire in mente mi tarpano un pochino le ali.
In compenso, l’ingegnere ormai quasi del tutto inserito dell’ambiente english che la ospiterà per i prossimi mesi, ha curiosato un po’ per i negozi nei dintorni del campus (e anche nel campus, perché giusto per farmi rimpiangere meno l’Università italiana qui c’è persino il mercato settimanale DENTRO l’università) e ha trovato decisamente un sacco di cose interessanti. Nella patria degli scones e dei pudding, i supermercati sono pieni zeppi di cose che per la mia povera mente italiana che guardava ammirata i programmi di Nigella Lawson cercando di capire come sostituire gli inglesissimi ingredienti, sono state una specie di miraggio. 
Perciò, appurato che ci sono in giro mille cose nuove da provare, domani si terrà la prima sperimentazione del forno. Nel caso in cui riesca a sopravvivere, l’idea è quella di cimentarmi con un po’ di ricette locali. Ma anche di mantenere un po’ di radici italiche e magari sperimentare qualche ricetta “rimasta indietro” per motivi di tempo.
Il tutto tra una fes…ehm, pardon, lezione, e l’altra, ovviamente.
So, alla prossima puntata (o ricetta,si spera), con le regole di sopravvivenza al forno di un campus universitario…e i risultati dell’esperimento 😉

Muffin salati wurstel e scamorza

E anche l’ultimo esame è andato.
Ok, non l’ultimo-ultimo-ultimo, ma l’ultimo prima di partire. Eh sì, perché l’ingegnere va in trasferta! Università del Surrey…e addio Università di Genova per almeno qualche mese. Come se mi dispiacesse. Certo è che dopo un periodo un po’ altalenante, finalmente era tornata la serenità che mancava da tempo…ma la decisione era stata presa tempo fa, e ora se ne raccolgono i frutti (che si spera saranno più che soddisfacenti…). Lo so, avrei dovuto dirlo. Ma sembrava tutto così lontano…ora invece, finalmente, dopo mesi di attesa…CI SIAMO! Da giovedì, una nuova casa (o meglio, una stanza in un inglesissimo college), nuova università, nuove compagnie…tutto nuovo. 
In una parola, ansia.
Però quasi quasi una non basta…ci aggiungerei un non vedo l’ora grosso così. 😉
Per l’occasione, voglio tirare fuori la ricetta che mi ha fatto iniziare l’anno: la sera di Capodanno, l’ingegnere ha tirato fuori per la festa in casa (non sua, non sono ancora così matta) una discreta quantità di muffin salati per sfamare la mandria di ospiti, muffin nati per fare qualcosa di diverso dal solito, che lo ammetto, hanno accusato un po’ le ore passate tra la preparazione del mattino e la serata…ma non si può pretendere tutto! Diciamo che l’idea era buona…cercherò di migliorare la resistenza all’ambiente 😉
Mettete mai, per un’idea un po’ diversa per un apericena in casa…
MUFFIN SALATI WURSTEL E SCAMORZA

INGREDIENTI (per circa 15 muffin)
  • 100 ml latte
  • 50 ml olio d’oliva
  • 200 g farina
  • 100 g parmigiano grattuggiato
  • 3 uova
  • 1 cucchiaio di aglio e prezzemolo tritati
  • 6 g lievito in polvere (non per dolci)
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 200 g scamorza affumicata
  • 6 piccoli wurstel
  • sale e pepe q.b.
Per prima cosa tagliate i wurstel a dadini e abbrustoliteli in una padella antiaderente.
In una ciotola capiente (o nella planetaria), mescolate olio, latte e uova. Aggiungete quindi, setacciandoli, lievito, farina e bicarbonato, e mescolate finché non si saranno assorbiti (come già detto qui per i muffin dolci, non mescolate più del dovuto o i vostri muffin risulteranno duri e pesanti). Unite l’aglio e il prezzemolo, il parmigiano grattuggiato, la scamorza e i wurstel (che si saranno raffreddati nel frattempo). Aggiustate di sale e pepe e riempite gli stampini, coperti con i pirottini da muffin, fino a riempirli circa per metà. Cuocete in forno a 180° per circa 15-20 minuti, o finché non saranno belli gonfi e dorati.