Prima o poi, bisogna tornare.

Anche se poteva sembrare, e benché sia già sommersa da esami che sembrano essere sempre uno peggio dell’altro, non sono scomparsa!
Dove sono stata tutto questo tempo? Io dico solo Sud America, fuori dalle rotte a cui gli italiani sono abituati, mettiamola così…le foto parleranno da sole. Si tratta solo di riconoscere una bandiera 😉 
Un viaggio importante, in un paese che per la mia famiglia, per farla diventare la famiglia fantastica che è oggi, ha significato moltissimo, diciotto anni fa. Diciotto anni fa, ha fatto diventare la quattrenne che ero allora la sorella maggiore in una famiglia che a quel punto è stata effettivamente completa.
E l’emozione di tornarci è stata, per tutti, decisamente proporzionata.
Per ora diciamo che si tratta di un anticipo, tanto per ricordarvi che ci sono…
Domani, e i prossimi giorni, tornerò a fare la persona seria e farò in modo di farvi anche “assaggiare” il mio viaggio..
Nel frattempo, buona visione!
M.

Ed ecco svelato il mistero..:)

Lezioni di…sfoglia!

Giusto per non farsi mancare niente, mi direte, non soddisfatta delle lezioni di chimica e di elaborazione di immagini, ci volevano pure le lezioni di pasticceria.
Del resto, il mio fratellino (che di “ino” ahimé, ormai non ha più molto, trattandosi di geometra lavoratore diciannovenne) c’era arrivato un anno prima di me: armato di grembiule e taccuino, tutti i martedì se ne andava a lezione di cucina. E quest’anno, ha convinto pure me, visto che l’ Accademia dei Sapori ha dato il via anche a una serie di lezioni di pasticceria, il Girone dei Golosi (un nome…una garanzia!). La scorsa settimana, mi sono lasciata tentare dalla lezione sulla pasta sfoglia, mia grave carenza in cucina, e devo dire che credo ripeterò l’esperienza: con Matteo Migliaro alla guida della classe (16 persone di tutte le età e con le più disparate conoscenze di cucina) abbiamo prodotto cannoli, sfogliatine, ventaglietti e quant’altro. In poche parole, tornata a casa coperta di farina (sì, ho scoperto a mie spese che sbattere un sacco di farina da 5 kg sul bancone te ne fa volare metà addosso…) ma felice. Voto 10 all’Accademia dei Sapori 🙂  

Comunque, la replica delle sfogliatine ha dato buoni frutti anche al di fuori dell’Accademia: orgogliosissima del risultato, non potevo che fotografarlo tutta fiera di me e farlo vedere a tutti. Voilà! Le sfogliatine come quelle che la nonna comprava a merenda alle elementari, per capirci, quelle tutte zuccherose ma che più buone non si può.
Guardare per credere 😉
La realizzazione? Semplicissima, quanto ad assemblaggio. Certo che per fare una sfoglia come si deve ho imparato che ci vuole tanto di quel tempo…
Ci vuole anche un discreto tempo a scrivere tutto il procedimento, in effetti. E dal momento che l’ingegner qui presente (ok, non esattamente ingegnere, ma ci stiamo lavorando) è in partenza per Paris (gioia e tripudio!) e deve ancora preparare valigia e tutto quanto, vi lascio con un po’ di suspence, che non guasta mai, e vi do appuntamento al prossimo aggiornamento, prometto che mi prenderò il tempo dovuto per non saltare nemmeno un piccolo passaggio o un minimo consiglio dello chef!
Un abbraccio a  tutti, chi passa per caso, chi commenta e chi si cimenta con le mie ricette, ci si vede tra qualche giorno!:)
M.

Eurochocolate 2012

“Dimenticate i diamanti. E’ il cioccolato, credo sarete d’accordo, il migliore amico delle ragazze.”
Carole Matthews
C’è da dire che dopo questo weekend cioccolatoso potrei anche essere d’accordo. Sì, l’ingegnere si è presa l’ennesima vacanza (i drammi del post-laurea…) stavolta per tuffarsi  nell’Eurochocolate, a Perugia per tutta la settimana.
In una parola? Cioccolato. Ovunque. Dalla colazione (visto che Lui, per festeggiare la mia laurea, ha deciso di portarmi non solo a Perugia ma pure nell’albergo cioccolatoso! Quando si dice una full immersion…:D), agli assaggi in giro per il centro, dagli acquisti per le amiche alle foto per il blog (ovviamente!), dal kebab di cioccolato alle crepes alla Nutella a….troppe cose. Per la serie: essere in un paradiso di cioccolato per due giorni…il peccato è stato solo dover tornare a casa! Ma forse è meglio che le foto parlino da sole…buona visione!:)

Lo slogan di questa edizione?
APPlichiamoci!
E allora via alle torte al cioccolato decorate con le app..;)

Essere così, dopo venticinque anni.

Della serie: sperare di poter festeggiare allo stesso modo, prima o poi.
Perché quando due sono innamorati così, dopo venticinque anni (e più, in realtà) non si può che festeggiare alla grande, e ballare, ridere, e festeggiare ancora.
In poche parole? 
Auguri, mamma e papà. 
Per questi, e per i prossimi venticinque!

(e per il blog? un “assaggio” della festa. Da mangiare anche con gli occhi…)

Un cuore tricolore..in ogni caso!

Non sono una particolare appassionata di calcio…non mi dispiace, poi andare allo stadio è divertentissimo, ma non mi ritengo affatto un’esperta. La Nazionale però fa eccezione! Lo so, lo so, non è “serio” fare quella che segue solo l’Italia…ma ehi, si chiama spirito patriottico. Mica seguo solo il calcio…basta che ci sia un tricolore e improvvisamente divento una tifosa sfegatata…che si tratti di calcio, tennis, pallanuoto o…curling, poco importa. Spirito patriottico, ve l’ho detto.
Stavolta abbiamo perso, e male, anche. Ma questa nazionale bisogna dirlo, ci ha riportati un po’ al gusto di festeggiare, di guardarci la partita tutti insieme, di stare col fiato sospeso (finale esclusa, ammettiamolo) sia che fossimo dei super sportivi sia che fossimo semplicemente come me, con la voglia di pensare a qualcosa di “nazionale” con un po’ più di leggerezza rispetto all’ordinario, data la situazione.
Io, che l’unica cosa che so fare a parte stare sui libri è cucinare, ho voluto onorare la Nazionale a modo mio. Nessuna grande preparazione, anzi, anche perché il tempo era quello che era, con un esame il giorno dopo… perciò nessuna particolare preparazione, anzi, solo quel tanto per passare una serata con famiglia e amici e dire..GRAZIE RAGAZZI! Teniamo comunque alto questo tricolore. Anche in cucina. 😉